BAMBINI STRANIERI

Le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” (Febbraio 2014) individuano in questa casistica:

    • Alunni con cittadinanza non italiana
    • Alunni con ambiente familiare non italofono
    • Minori non accompagnati
    • Alunni figli di coppie miste
    • Alunni arrivati per adozione internazionale
    • Alunni rom, sinti e caminanti

INDICAZIONI OPERATIVE

Dopo aver provveduto alla fase dell’iscrizione e della cura della documentazione necessaria alla stessa, di competenza della segreteria scolastica, il primo passo da compiere per un corretto processo di integrazione è quello di coinvolgere le famiglie. Accogliere la famiglia e accompagnarla ad una graduale integrazione corrisponde a coinvolgerla e renderla partecipe delle iniziative e delle attività della scuola condividendo un progetto pedagogico che valorizzi le specificità dell’alunno. In questo percorso la scuola può avvalersi di mediatori culturali o interpreti, per superare le eventuali difficoltà linguistiche.

Se necessario viene elaborato uno specifico Piano Didattico Personalizzato

Ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi, il Consiglio di classe o il team dei docenti motiveranno e formalizzeranno le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche. Si avrà cura di monitorare l’efficacia degli interventi affinchè siano messi in atto per il tempo strettamente necessario, pertanto le misure dispensative e gli strumenti compensativi, a differenza delle situazioni di disturbo documentate da diagnosi, avranno carattere transitorio.

    • Nella fase iniziale è necessario sviluppare la capacità di ascolto e comprensione dei messaggi orali, l’acquisizione del lessico fondamentale e delle strutture grammaticali di base, le capacità tecniche di lettura-scrittura in L2.
    • Nella seconda fase l’allievo impara l’italiano per studiare, ma impara l’italiano anche studiando, accompagnato da tutti i docenti che diventano “facilitatori” di apprendimento e che possono contare su strumenti come: glossari plurilingui che contengono termini chiave relativi alla microlingua delle varie discipline, testi e strumenti multimediali semplificati.
    • Nella fase degli apprendimenti comuni si sottolinea come l’eterogeneità può essere una potente occasione per introdurre uno sguardo interculturale e avere punti di vista diversi su temi geografici, storici, economici, ecc.